obbligazioni

Questo articolo è rivolto a coloro che conoscono poco o nulla del mercato obbligazionario e vorrebbero una volta per tutte capire cosa sono le obbligazioni e quali sono i rischi e le opportunità che si celano dietro questo particolare ed interessante modo di investire i propri risparmi.

Cosa sono le Obbligazioni

L’investimento obbligazionario (acquisto di titoli obbligazionari o semplicemente obbligazioni) consiste essenzialmente nell’acquistare dei titoli a fronte del pagamento di un controvalore monetario che rappresenta il capitale nominale prestato all’emittente le obbligazioni stesse.

In sostanza le aziende (aventi i requisiti minimi per poter emettere obbligazioni) e lo stato (in forma di Titoli di Stato) chiedono un prestito (si parla infatti di prestito obbligazionario) direttamente ad un soggetto privato che può acquistare le obbligazioni in cambio della fornitura di liquidità con cui l’emittente stessa finanzierà le proprie attività.

Quest’ultima inoltre si impegnerà a restituire il capitale inizialmente preso a prestito dall’investitore alla scadenza dell’obbligazione stessa.

Le obbligazioni sono quindi degli strumenti finanziari caratterizzati da una data di scadenza nota.

Le obbligazioni sono degli strumenti finanziari con delle caratteristiche particolari e comprendere bene queste peculiarità risulta fondamentale affinché si possa concretizzare un investimento avveduto e consapevole.

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Le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono le obbligazioni sono:

  • prezzo dell’obbligazione noto alla data di scadenza dell’obbligazione stessa;
  • rendimento positivo;
  • le condizioni precedenti sono vere salvo il rischio di credito dell’emittente.

Queste piccole ma fondamentali certezze rendono davvero unico l’investimento obbligazionario così come chiariremo meglio nel paragrafo successivo, mentre nella figura successiva mostriamo l’andamento tipico di un titolo obbligazionario mentre si avvicina naturalmente alla data di scadenza.

andamento-prezzo-obbligazione

L’unicità dell’Investimento Obbligazionario (rispetto a qualsiasi altra forma di investimento)

A differenza del mercato azionario, dove il prezzo di una azione non è mai certo nel futuro, nelle obbligazioni si può contare sul fatto che, almeno alla scadenza, l’obbligazione verrà rimborsata ad un prezzo ben determinato (convenzionalmente pari a 100).

Si capisce subito che, sia che l’obbligazione venga acquistata in prima emissione oppure nel mercato in cui viene contrattata, anche se dovessero verificarsi delle variazioni di prezzo che potrebbero portate l’obbligazione ad un valore inferiore rispetto al prezzo di acquisto avremmo comunque la certezza di non perdere soldi dall’investimento stesso.

Basterà infatti aspettare la naturale scadenza del titolo affinché si possa tornare nuovamente in possesso del capitale iniziale.

Nel trading obbligazionario inoltre, a differenza di quello azionario o dei derivati, non è necessario l’inserimento di opportuni sistemi di protezione (Stop Loss) atti a far scattare la vendita (in perdita) dei titoli posseduti ai fini di limitare le perdite.

Infatti anche se capitasse di entrare in acquisto su una obbligazione immediatamente prima di un forte ondata di vendite che porterebbero il titolo ad una quotazione nettamente inferiore rispetto al prezzo di ingresso, si potrà sempre contare sul fatto che alla scadenza entreremo nuovamente in possesso del capitale investito.

Quindi in questo caso avremo sottoperformato il mercato, ma non perso!

Per in risparmiatore, infatti, il cui profilo di rischio è decisamente diverso rispetto a quello di un trader aggressivo è fondamentale salvaguardare il capitale iniziale. Per approfondire l’argomento ti consiglio di visitare il seguente articolo: l’importanza del capitale iniziale nel trading.

 

L’andamento dei profitti nelle Obbligazioni

Adesso cerchiamo di capire quale è l’aspetto fondamentale dell’investimento obbligazionario facendo uso dell’immagine mostrata nel seguito:

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La curva mostra come nel trading obbligazionario l’andamento cumulativo dei profitti sia estremamente regolare ed il motivo è semplice: le operazioni chiuse in perdita sono pochissime.

Difatti gli unici motivi per cui una posizione potrebbe chiudersi con una perdita può essere ricondotta ai due seguenti:

  • l’emittente si trova sul punto di un default;
  • siamo rimasti in un titolo infruttuoso.

Nel primo caso non ci sono ragioni di rimanere un un titolo e la posizione dovrebbe essere liquidata il prima possibile onde evitare il rischio di perdere il capitale iniziale investito.

Nel secondo caso sarebbe meglio non rimanere “bloccati” in un titolo che non rende per cui sarebbe più ragionevole liquidare con una piccola perdita ed utilizzare il capitale nuovamente a disposizione per cogliere opportunità migliori.

 

Investire in Obbligazioni conviene?

Dipende. Infatti, anche se imparagonabili con un investimento azionario, investire in obbligazioni non è esente da rischi. È buona prassi quindi approfondire quali sono i principali rischi connessi ad un tale investimento, cosa che approfondiremo in uno dei prossimi paragrafi.

Dal mercato obbligazionario, costruendo opportunamente un portafoglio diversificato di titoli ed eseguendo direttamente una compravendita sui titoli stessi è possibile ottenere anche performance del 10 – 15% l’anno a fronte di un rischio di qualche punto percentuale, quindi decisamente favorevole e con un livello di comfort psicologico imparagonabile rispetto ad un investimento azionario, sicuramente più rischioso.

 

Il comfort psicologico derivante dall’investire in Obbligazioni

Il fatto di sapere in anticipo a che prezzo l’obbligazione verrà rimborsata e che si stia acquistando un rendimento positivo, mette sicuramente l’investitore in una situazione di vantaggio dal punto di vista del comfort psicologico legato alla sopportazione del rischio.

Le perdite poi possono essere viste come delle perdite “sulla carta”, ovviamente a condizione di portare il titolo fino alla sua scadenza.

Inoltre la volatilità (quindi le oscillazioni di prezzo dei titoli e di conseguenza dell’intero portafoglio) che caratterizza il mercato obbligazionario è nettamente inferiore rispetto a quella che caratterizza mercati più turbolenti, come quello azionario o dei futures.

 

Il rendimento nell’investimento Obbligazionario

Esistono due modi principali per investire nel mercato delle obbligazioni:

  • è possibile ad esempio acquistare una serie di obbligazioni che vadano a costituire un portafoglio titoli ben diversificato e portare a scadenza il portafoglio; in tal caso i profitti verranno dalla maturazione delle obbligazioni stesse una volta portate a scadenza, se si tratta di obbligazioni zero coupon, oppure dallo stacco di una cedola periodica che rappresenta di fatto un flusso di cassa a favore dell’investitore che alla fine garantirà i profitti. Obiettivi tipici di guadagno con questa tecnica sono dell’ordine del 4 – 8%.

 

  • è possibile acquistare una serie di obbligazioni che vadano a costituire un portafoglio titoli ben diversificato ma questa volta l’obiettivo sarà quello di generare un extra rendimento connesso al trading sulle obbligazioni stesse; in tal caso quindi oltre alle cedole si potrà beneficiare dell’ulteriore plusvalenza legata alla compravendita dei titoli. Obiettivi tipici di guadagno con questa tecnica sono dell’ordine del 10 – 15%.

 

I rischi del mercato Obbligazionario

In questo paragrafo ci concentreremo sui principali rischi del mercato obbligazionario, che non sono mai del tutto eliminabili, ma se ben conosciuti questi possono essere notevolmente compressi affinché si possa operare con un livello di comfort di tutto rispetto.

Anticipiamo subito che la complessità degli argomenti è tale che nel seguito daremo solo una brevissima panoramica dei principali rischi connessi al mercato obbligazionario, rimandando gli approfondimenti ad articoli appositamente dedicati.

 

1. Il rischio emittente (o rischio di credito)

Il rischio emittente è il rischio in assoluto più elevato poiché in caso di default (fallimento) dell’emittente significherebbe perdere l’intero capitale nominale investito come purtroppo è successo a molti risparmiatori (vedi Bond Argentina, ma non solo…).

Soluzione fondamentale per proteggersi dal rischio emittente:

diversificazione!

Operare una efficace diversificazione di portafoglio titoli è in assoluto il modo migliore per comprimere questo insidiosissimo rischio connesso all’investimento obbligazionario.

In buona sostanza NON comprate mai un’unica obbligazione concentrandovi tutto il capitale a disposizione, ma acquistate un paniere di titoli diversificati per tipologia di emittente, settore ed area geografica. Questa semplice regola vi garantirà lunga vita sui mercati e vi consentirà di dormire sonni tranquilli.

Inoltre per valutare il grado di solvibilità di una società emittente titoli obbligazionari potrebbe essere utile fare riferimento al rating, un parametro fornito da alcune società come Moody’s o Standard & Poor’s.

Accedendo ai rispettivi siti web è possibile infatti consultare il rating di una emittente o di una obbligazione attraverso l’inserimento del codice ISIN che identifica univocamente lo strumento finanziario di vostro interesse.

 

2. Il rischio tassi

Un altro rischio legato all’acquisto o al trading sulle obbligazioni è il rischio tassi legato alla variazione dei tassi di interesse a breve termine decisi dalle politiche monetarie delle banche centrali.

Sebbene molto meno pericoloso del rischio di credito, l’investitore deve essere consapevole di questo tipo di rischio in quanto esiste una relazione di tipo inversa tra i tassi di interesse a breve ed il prezzo delle obbligazioni.

Infatti ad un aumento dei tassi di interesse coincide una diminuzione del valore delle obbligazioni, per cui si capisce subito come esista un “periodo giusto” per tutte le cose ed acquistare obbligazioni in un periodo in cui i tassi risultano eccessivamente bassi o che da lì a poco potrebbero aumentare non sarebbe tra le strategie migliori da adottare in quanto con buona probabilità nel medio termine, in caso di aumento tassi, si potrebbe avere una diminuzione del valore delle obbligazioni stesse.

 

3. Il rischio di mercato

Il rischio di mercato è quello connesso alla liquidità di una obbligazione.

Infatti se l’ammontare emesso dei titoli o l’ammontare in circolazione rispetto all’ammontare emesso è troppo basso si capisce bene come sarà molto più difficile riuscire a trovare una controparte che sia disposta ad acquistare i titoli da noi detenuti se non a condizioni decisamente sfavorevoli.

Avremo quindi a che fare con titoli illiquidi caratterizzati sovente da un ampio spread (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita) che si addicono molto male ad una eventuale negoziazione per cui sarebbe bene che questi vengano acquistati soltanto se si è abbastanza sicuri di portarli a scadenza poiché, diversamente, una eventuale successiva negoziazione potrebbe non risultare conveniente, indipendentemente dall’andamento del mercato considerato.

 

Le principali tipologie di Obbligazioni

Obbligazioni a tasso fisso: sono obbligazioni che remunerano l’investimento ad un tasso di interesse fisso stabilito prima dell’emissione.

Obbligazioni zero coupon (ZCB): sono obbligazioni senza cedola (coupon) che non liquidano periodicamente gli interessi ma li corrispondono unitamente al capitale alla scadenza del titolo.

Obbligazioni a tasso variabile: sono obbligazioni che remunerano l’investimento ad un tasso di rendimento che varia in base ad un parametro di riferimento, generalmente di natura monetaria (ad esempio il tasso Euribor a 3 mesi).

Obbligazioni callable: sono delle obbligazioni a tasso fisso o variabile per le quali l’emittente si riserva la facoltà di rimborso anticipato ad una data prestabilita, cioè prima della reale scadenza delle stesse.

Questo consente all’emittente del titolo di rimborsare l’obbligazione quando il tasso da riconoscere al creditore (possessore del bond) risultasse più elevato di quello di mercato, il che comporterebbe un aggravio del prestito per lo stesso emittente. La clausola di rimborso anticipato comporta che all’emissione il tasso possa essere mediamente più elevato di quello di mercato.

Obbligazioni subordinate: sono obbligazioni il cui rimborso, in caso di procedura fallimentare (default dell’emittente), avverrà solo dopo aver soddisfatto tutti i creditori privilegiati. Sono obbligazioni più rischiose e generalmente offrono rendimenti superiori proprio per compensare l’investitore del rischio più elevato.

Obbligazioni strutturate: dette anche indicizzate, sono obbligazioni il cui rendimento dipende dall’andamento di un’attività sottostante. Le obbligazioni strutturate possono essere indicizzate ad indici azionari, singole azioni o panieri di azioni, panieri di fondi, materie prime, valute, differenziali su tassi ed inflazione.

Obbligazioni convertibili: sono obbligazioni che incorporano la facoltà di convertire, ad una scadenza prefissata, il prestito obbligazionario in azioni secondo un rapporto di cambio predeterminato.

Covered bond: sono obbligazioni emesse da banche caratterizzate da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità.

 

In quali mercati vengono scambiate le obbligazioni

Le obbligazioni vengono scambiate all’interno di opportuni circuiti costituenti il mercato obbligazionario.

Esistono tre tipologie principali di mercati obbligazionari:

  • mercati regolamentati;
  • multilateral trading facility (MTF);
  • mercati non regolamentati (Over the Counter).

Prima di avventurarsi in un investimento obbligazionario è bene sapere in quali di questi circuiti si stanno scambiando le obbligazioni di nostro interesse in quanto operare in un mercato piuttosto che in un altro espone il bond trader a rischi diversi.

 

Con le Obbligazioni si può fare trading?

Certamente. Come anticipato in uno dei paragrafi precedenti, ottenere dei ricavi dall’investimento obbligazionario non è soltanto possibile sfruttando il flusso di cassa periodico con cui le cedole maturate vengono staccate a beneficio dell’investitore oppure portando a scadenza l’obbligazione, ma è altresì possibile ricavare un extra rendimento aggiuntivo derivante proprio dalla negoziazione dell’obbligazione stessa ad esempio acquistando l’obbligazione ad un certo prezzo e rivendendola ad un prezzo più elevato.

Facciamo un esempio:

trading-sulle-obbligazioniLa figura (curva nera) mostra l’andamento tipico di una obbligazione a partire dalla data di emissione della stessa fino alla sua scadenza.

Le linee verdi tratteggiate mostrano invece le rette di iso-rendimento, cioè quelle rette tali che se l’obbligazione venisse acquistata ad un prezzo appartenente alla retta stessa e portata fino a scadenza, avrebbe un rendimento costante predefinito.

Considerazioni

Se acquistassimo l’obbligazione in emissione, a scadenza avremo in questo caso un rendimento del 4%.

Se decidessimo invece di acquistare l’obbligazione in corrispondenza del 2° pallino verde portandola poi a scadenza, il rendimento sarebbe del 5,5% e questo rendimento rimarrebbe tale qualora scegliessimo di acquistare anche in un altro momento l’obbligazione purché il suo prezzo si trovi sulla retta in questione, appunto quella del 5,5%.

Vale ovviamente anche il contrario cioè nel caso in cui acquistassimo l’obbligazione sopra la pari (sopra 100), se portassimo l’obbligazione a scadenza, avremmo sottoperformato il mercato ma comunque ottenuto un rendimento positivo.

Inoltre non è obbligatorio portare il bond (obbligazione) a scadenza per cui potremmo decidere anche di eseguire una compravendita acquistando l’obbligazione in un certo istante per poi rivenderla successivamente una volta che questa avrà raggiunto un certo rendimento prefissato, questa tecnica molto semplice di trading sul bond, ma efficace, è anche nota come Yield Trading e se ben padroneggiata consente l’ottenimento di performaces molto interessanti.

Notiamo infine che seppure dovessimo “entrare male” nel mercato, acquistando l’obbligazione ad un prezzo troppo alto e dovendo poi subire una perdita in seguito al deprezzamento dell’obbligazione avremmo comunque la certezza di avere acquistato un rendimento positivo, per cui basterà aspettare la scadenza dell’obbligazione stessa per rientrare in possesso del capitale nominale investito, oltre al rendimento eventualmente conseguito.

Se hai dubbi o domande che riguardano il mondo delle Obbligazioni, scrivile pure nei commenti qui in basso. Risponderemo nel tempo più breve possibile.

 

 

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