4-Leva e marginazione (trascinato)In questo articolo tratteremo un argomento di massima importanza, in particolare parleremo del capitale iniziale di trading disponibile per operare e delle linee guida da seguire per riuscire a preservarlo ed evitare quindi scenari critici come la rovina economica o un livello di sottocapitalizzazione tale da non consentire più di operare efficacemente.

Questo argomento è così importante che sta alla base di ogni principio di gestione del denaro (money management) indipendentemente dal fatto che l’operatore affronti la sua attività di trading in maniera speculativa oppure con un approccio del tipo da cassettista, quindi con una tecnica acquista e mantieni (buy and hold).

Attenzione però, prima di fare qualsiasi investimento od operare da speculatore sui mercati, tra le non poche cose da sapere, l’investitore o trader accorto dovrebbe comprendere il concetto importantissimo di iniquità nel trading.

 

Che cosa è l’iniquità nel Trading?

Per iniquità, nel trading, si intende quella situazione secondo cui ad una certa percentuale di capitale persa non corrisponda la stessa percentuale di profitti da realizzare affinché si possa ritornare nuovamente nelle condizioni di pareggio di bilancio (breakeven), in parole povere con gli stessi soldi detenuti prima di incassare la perdita.

 

Esempio

Facciamo un esempio per chiarire meglio il concetto:

Immaginiamo che il nostro capitale iniziale di trading (o capitale iniziale disponibile per effettuare un investimento) sia di 20.000 Euro e di subire una perdita in conto capitale di 10.000 Euro.

Il capitale finale con cui ci ritroveremo alla fine dell’operazione sarà dato banalmente dalla differenza tra il capitale iniziale e finale: 20.000 Euro – 10.000 Euro = 10.000 Euro.

Calcoliamo adesso le percentuali di perdita con la seguente formula:

%Perdita = 100*(Capitale finale – Capitale iniziale)/Capitale iniziale

con

Capitale finale = 10.000 Euro

Capitale iniziale = 20.000 Euro

sostituendo troviamo:

%Perdita = 100*(10.000 – 20.000)/20.000 = – 50%

Adesso cerchiamo di recuperare la perdita subita con il capitale rimanente a nostra disposizione, cioè con i 10.000 Euro, quindi calcoliamo la percentuale di guadagno che servirebbe per riottenere i 20.000 Euro di partenza (il nostro capitale iniziale di trading) e tornare nuovamente in pareggio:

%Guadagno = 100*(Capitale finale – Capitale iniziale)/Capitale iniziale

con

Capitale finale = 20.000 Euro

Capitale iniziale = 10.000 Euro

sostituendo troviamo:

%Guadagno = 100*(20.000 – 10.000)/10.000 = + 100%

Notiamo quindi che per recuperare una perdita in conto capitale del 50% è necessario compiere una performance successiva del 100% con il capitale rimanente a nostra disposizione!

 

Cosa è successo ? Perché le due percentuali non sono uguali?

Nessuna magia, stiamo soltanto sperimentando l’iniquità del trading secondo cui in questo caso particolare dobbiamo riuscire ad ottenere una performance addirittura doppia per poter tornare al punto di pareggio e rientrare così in possesso del capitale iniziale di trading detenuto prima di sperimentare la perdita.

Infatti man mano che l’investitore o il trader sperimenta perdite, sarà via via sempre più difficile riuscire a recuperare tali perdite; la tabella in Fig.1 chiarirà meglio il concetto.

iniquita-del-trading

Fig.1

Questo è il motivo per cui nel trading e negli investimenti in generale è così importante il concetto di limitazione del rischio e del controllo della massima perdita percentuale registrata dal conto del nostro trading system o nel nostro portafoglio titoli.

In linee generali per poter risolvere il problema dell’iniquità del trading e difendere il più possibile il capitale iniziale di trading diciamo che dovrebbero essere utilizzate solamente tecniche di comprovata efficacia, strategie che hanno superato la prova del tempo, come quelle dai noi utilizzate ed anche proposte in uno dei nostri corsi di formazione trading frutto della nostra oramai pluriennale attività di trading di successo, atte a preservare nel modo più tassativo possibile il capitale inizialmente a disposizione. Il motivo è uno solo: se sottocapitalizziamo siamo finiti!

D’altra parte possiamo notare dalla tabella che se la percentuale di capitale persa è contenuta ad un 10% del capitale iniziale a disposizione, basterà compiere una performance dell’11.11% per ritornare alla situazione di pareggio (solo l‘1,11% in più rispetto alla perdita), mentre nel primo caso esaminato avremmo dovuto compiere addirittura il 100%!

Un bravo trader od un investitore oculato dovrebbero quindi cercare di contenere il rischio di investimento entro certi limiti ben definiti, affinché le inevitabili perdite possano essere facilmente recuperate e soprattutto rientrino all’interno del personale livello di tolleranza al rischio.

 

La tolleranza al rischio

Il livello di predisposizione al rischio è infatti qualcosa di personale, difficile da quantificare oggettivamente; ed esempio esistono Bond – trader che riescono ad operare molto bene sul mercato Obbligazionario e che mai si sognerebbero di fare trading su Futures o Commodities poiché il dovere affrontare volatilità così elevate per loro sarebbe un rischio insostenibile.

Vale ovviamente il viceversa cioè trader abituati a fare grossi profitti sui mercati più turbolenti come il forex troverebbero addirittura noiosi i mercati un po’ più calmi.

N.B. Un buon sistema di trading od un buon investimento dovrebbe essere caratterizzato da performances tali per cui il massimo drawdown percentuale (cioè massimo ritracciamento percentuale della curva che rappresenta l’andamento del saldo del conto di trading o di portafoglio titoli) non superi mai il 20%.

Un buon trading dovrebbe prevedere la generazione di una curva cumulativa dei profitti (equity line) sufficientemente regolare senza né troppi picchi né valli.

 

Come è possibile limitare il drawdown o la massima perdita di un Trading System ?

1- adottando una buona strategia operativa che possa contare sulla regolarità dei profitti.

2- limitando il rischio di ciascuna operazione utilizzando correttamente gli Stop Loss (Risk Management).

3- rischiando una piccola percentuale del proprio capitale per ogni operazione (Money Management).

4- limitando il rischio totale di portafoglio (Diversificazione).

 

In che modo la strategia può influenzare la protezione del capitale iniziale di trading?

Rispondere correttamente a questa domanda nel trading è di massima importanza poiché ci mette nelle condizioni di poter affrontare i mercati in maniera più avveduta e con un buon livello di comfort psicologico, indispensabile per una operatività duratura ed efficace.

Qualsiasi operatore di successo infatti, che ha avuto la possibilità di sperimentare le più disparate condizioni di mercato, sa benissimo quanto importante sia riuscire a mantenere quell’atteggiamento mentale che nel trading fa davvero la differenza.

Tenteremo di rispondere alla domanda facendo riferimento a 2 differenti strategie che differiscono solo per la modalità di gestione dell’operazione, quindi ragioneremo a parità di condizioni di ingresso nel mercato. Consideriamo quindi le due strategie separatamente.

  • strategia 1: il trading system prevede un rapporto rendimento rischio di 3:1 e nessuna presa parziale di profitto, quindi si uscirà dal mercato o in stop loss oppure a target profit.
  • strategia 2: il trading system prevede la suddivisione della posizione in un certo numero di contratti, lotti o azioni, a seconda dello strumento con cui stiamo operando, e di eseguire una liquidazione parziale della posizione una volta raggiunto un certo 1° target di profitto, poi eseguiremo lo spostamento dello stop loss al punto di pareggio, in modo tale da esser certi (a meno di movimenti del mercato estremamente particolari) di avere già un profitto netto sul trade, ed infine seguiremo la rimanenza del numero di contratti con una adeguata tecnica di trailing stop.

 

Gli effetti delle due strategie

Appare subito chiaro come le due diverse strategie appena descritte portino (a condizione che entrambi i sistemi siano progettati in modo tale da avere aspettativa matematica di vincita positiva) a curve cumulative dei profitti completamente diverse tra loro:

  • nel primo caso infatti otterremo con ogni probabilità un sistema di trading irregolare con una percentuale profittevole scadente in quanto andare a profitto sarà più l’eccezione che la regola, quindi avremo tantissime operazioni in perdita e l’unica possibilità per spuntarla alla fine sarà il riuscire a scovare sempre titoli caratterizzati da forti trend. Inutile dire quanto possa risultare frustrante una siffatta operatività. Inoltre un sistema del genere sarà caratterizzato da ampie fasi laterali e drawdown decisamente marcati (Fig.2);
  • nel secondo caso invece, pur mantenendo inalterato il fattore di profitto rispetto al caso precedente (per ipotesi), ci sarà molta più possibilità di fare profitti regolari anche se di entità minore e con una gestione nettamente più efficiente in quanto la mancanza di un target profit fisso consente anche di non limitare l’entità del guadagno. In tal caso avremo quindi a che fare con un sistema di trading regolare (Fig.2).
trading-systems-a-confronto

Fig.2

Conclusioni

Appare abbastanza chiaro come lo sviluppo di un sistema di trading regolare risulti fondamentale per generare profitti in maniera continuativa ed efficace senza incappare in pericolosi drawdown che possano mettere seriamente a repentaglio la serenità operativa del trader o dell’investitore, il tutto a beneficio della protezione del capitale iniziale di trading.

Nei casi esaminati abbiamo visto come una semplicissima diversa modalità di gestione delle operazioni può portare a delle notevolissime differenze di performance.

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